04/10/2016 Prima ad Amatrice. Poi ad Accumoli e Arquata del Tronto. L'incontro con i bambini e gli sfollati. Bergoglio ha deciso di recarsi in forma privata nei paesi colpiti dal sisma del 24 agosto. La visita nel giorno di san Francesco d'Assisi.
«VI SONO VICINO E PREGO PER VOI»: FRANCESCO TRA I TERREMOTATI GLI ARTICOLI DEL DOSSIER
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«Il letto tremava e io sono corsa giù con i miei figli. Poi ho portato latte e biscotti agli altri»
VIDEO: PAPA FRANCESCO TRA I TERREMOTATI.
Gli Arcangeli sono altissime gerarchie angeliche con specifici compiti, tra i quali: servire Dio, contemplare il suo volto, cantarne incessantemente le lodi, lottare contro Satana sino alla sua sconfitta finale e aiutare l’uomo portandogli i messaggi di Dio e sconfiggere le suggestioni del male, per ricondurlo dopo la morte terrena a Dio.
San Michele è descritto nella Bibbia come “il Capo” dell’esercito degli Angeli fedeli a Dio colui che con gli altri Angeli fedeli lottò contro Lucifero e gli angeli ribelli che si erano ribellati a Dio.
Per questo viene rappresentato vestito di un’armatura e con la spada che trafigge un drago cioè Lucifero il capo dell’esercito del male.
SAN MICHELE, con e dopo il SANTISSIMO SALVATORE è Patrono nostro e della nostra Parrocchia: per questo ha il “titolo” di COMPATRONO.
Io mi sono chiesto più volte, come mai fu scelto LUI come “Compatrono” della nostra Parrocchia. E ho pensato che fu scelto proprio perché “Lottatore contro il Demonio e Vincitore contro il male”.
San Michele, che non ha mai cessato di lottare contro il diavolo, noi lo invochiamo perché difenda noi e la nostra parrocchia e tutta la Chiesa e ci difenda dal male e dai pericoli che minacciano la nostra Fede.
Leggi tutto...Indifferenza, egoismo e mondanità: le malattie del mondo d'oggi.
Commentando la parabola di Lazzaro ed il ricco Epulone, contenuta nel Vangelo di Luca, Papa Francesco, durante la propria omelia, ha sottolineato come questo brano evangelico non solo ci aiuti a “capire cosa vuol dire amare“, ma soprattutto ci insegna “ad evitare alcuni rischi“.
Quali sono questi rischi? Il primo, ha detto il Papa, è quello di rimanere contagiati dalla stessa malattia del ricco, ovvero la “forte cecità“. Il ricco della parabola, “in realtà, non fa del male a nessuno, non si dice che è cattivo“, ha infatti spiegato Bergoglio, ma ciò nonostante è malato: ha una malattia addirittura “più grande di quella di Lazzaro, che pure era «coperto di piaghe»“.
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Il Giubileo della Misericordia è un’occasione importante per cambiare prospettiva e mettere al centro Diodi Alessio Biagioni La crisi della famiglia, l’attacco delle ideologie, le tendenze disordinate promosse dalla nostra cultura sono certamente fatti che ci scuotono dal torpore, che ci interrogano, che ci incitano ad agire. Vengono date, anche all’interno della Chiesa tante soluzioni ma, troppo...
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